scégliere
(ant. e poet. scérre) v. tr. [lat. *exelĭgĕre,
comp. di ex- e elĭgĕre «scegliere» (v.
eleggere)]
Eleggere ciò che par meglio;
distinguere e determinare. Azione divina. Che ci avvicina alla
grandezza della Creazione. E' il nostro creare. Ad immagine e
somiglianza di noi. Il più grande nemico: la paura di perdere.
Quante idee irrealizzate, quanti trascinamenti dolorosi, quanti
castelli bruciati ancora abitati avete collezionato, tutti figli di
questo terrore di perdere (cessare di possedere) e di perdersi
(procurarsi danno, sconfitta o rovina)?
Martello
e scalpello. Colpo. Pezzo di materia che se ne va, che saluti, che
lasci. Quel che rimane prende forma.
Foglio
e penna. Riga. Frasi che se ne vanno via, che decidi essere di
troppo. Con fatica le saluti. Quel che rimane sembra correre più
veloce.
E
così case, strade, volti, abitudini. Un colpo. Un movimento deciso
del polso e via; necessarie divergenze, imprescindibili scelte.
Questa
strana materia in movimento che chiamiamo vita ci vede, consapevoli o
no, a selezionare, recidere qualche ramo e tenerne un altro. Ogni
frammento di marmo che togliamo dal blocco ci permette di vedere
affiorare una forma significante, ogni riga che tracciamo sul foglio
ci mostra un racconto più sensato, ogni casa, strada, volto che
lasciamo, ogni relazione da cui ci allontaniamo o in cui altrimenti
tuffiamo mani e viso disegnano la nostra identità.
Che
cos'altro è questo vivere se non una lunga serie di scelte, di
decisioni, di prendere o lasciare, che cos'altro è se non una
meravigliosa opera d'arte in potenza?
Immaginate
un immenso fiume di cui tutti facciamo parte, un insieme di
relazioni, un ipertesto all'ennesima potenza, dove niente può dirsi
escluso dalle influenze dell'ambiente esterno e dalle azioni proprie
ed altrui. In questo immenso fiume fatto di energia, in questo grande
insieme di relazioni che ci lega, abbiamo l'istinto innato di
distinguerci, di selezionare, di formare una propria identità, una
propria struttura. Non è semplice, perché siamo un po' come un
liquido, come un flusso in continuo divenire, in perenne mutamento,
che rischia di rimanere a vagare nei flutti indistinti; un liquido che prende forma solamente in un contenitore. Il nostro mestiere, allora, permettetemi la metafora, è costruirci un contenitore, il miglior contenitore di cui siamo capaci.
Buon
lavoro.
citazione utile:
"Se un uomo potesse mantenersi sempre sul culmine dell'attimo della
scelta, se potesse cessare di essere uomo... sarebbe una stoltezza dire
che per un uomo può essere troppo tardi per scegliere, perché nel senso
più profondo non si potrebbe parlare di una scelta. La scelta stessa è
decisiva per il contenuto della personalità; con la scelta essa
sprofonda nella cosa scelta; e quando non sceglie, appassisce in
consunzione ... Quando si parla di scelta che riguardi una questione di
vita, l'individuo in quel medesimo tempo deve vivere; e ne segue che è
facile, quando rimandi la scelta, di alterarla, nonostante che continui a
riflettere e riflettere... Si vede allora che l'impulso interiore della
personalità non ha tempo per gli esperimenti spirituali. Esso corre
costantemente in avanti, e pone, ora in un modo ora nell'altro, i
termini della scelta, sí che la scelta nell'attimo seguente diventa più
difficile... Immagina un capitano sulla sua nave nel momento in cui deve
dar battaglia; forse egli potrà dire: bisogna fare questo o quello; ma
se non è un capitano mediocre, nello stesso tempo si renderà conto che
la nave, mentre egli non ha ancora deciso, avanza con la solita
velocità, e che cosí è solo un istante quello in cui sia indifferente se
egli faccia questo o quello. Cosí anche l'uomo, se dimentica di
calcolare questa velocità, alla fine giunge un momento in cui non ha più
la libertà della scelta, non perché ha scelto, ma perché non lo ha
fatto; il che si può anche esprimere cosí: perché gli altri hanno scelto
per lui, perché ha perso se stesso... Poiché quando si crede che per
qualche istante si possa mantenere la propria personalità tersa e nuda, o
che, nel senso più stretto, si possa fermare o interrompere la vita
personale, si è in errore. La personalità, già prima di scegliere, è
interessata alla scelta, e quando la scelta si rimanda, la personalità
sceglie incoscientemente, e decidono in essa le oscure potenze"



