Di
passo in passo, sempre mutevole,
cammina
lungo la sua strada
che
cambia anch'essa:
ricca
di fiori e odori freschi e penetranti
prima,
grigia
e dura e dolorosa
poi.
Cammina
spavaldo a testa alta, sorridente, con molti compagni con cui scambia
pensieri, battute e sguardi d'intesa.
Ad
un passo incerto si ritrova ad andare, guardingo e sospettoso, sotto
lampioni intermittenti.
È
la vita
e si
cresce
e ci
rincresce lasciare un cappello o una sciarpa per via perché ci sono
superflui oramai
e ci
piace scoprirci capaci di buttarci coscienti in un mare di guai.
È
la vita
che
i “se” poi non contano niente
né
quello che in fondo ci pensa la gente
e
ancora il tuo tetto, la carrozza e lo status sociale
il
vestito che fa il monaco e lo spazio vitale.
È
la vita
che
ti ritrovi a contare
-
non stelle, non pecore - per poterti addormire
che
non chiudi occhio che stai ad aspettare:
in
arrivo c'è un grande e forte legame
-
come sarà? chi sarà? cosa potrà diventare? -
e
così che uno e due e tre, sulle dita
conti
le cose importanti della vita.
Nessun commento:
Posta un commento